Dopo una vacanza in Bolivia, nel 1987, Massimo Casari decide di trascorrere le vacanze estive ogni anno a Cochabamba, affascinato dai bambini della Ciudad de los ninos. Nel 1993 la "vacanza" dura sei mesi, permettendo una collaborazione con l'amico Danilo Gotti (volontario italiano in Bolivia dal 1986) nel centro per bambini abbandonati da lui gestito. Massimo si rende conto che la vita in Bolivia lo attrae pi?che ogni altra cosa e decide, all'inizio del 1994, di tornare definitivamente a Cochabamba. Collabora con la parrocchia in una delle zone pi?povere della città , venendo cos?a conoscenza degli innumerevoli problemi dei bambini, le vittime pi?vulnerabili della povertà . In data 3 Aprile 1996, con un gruppo di amici, costituisce a Bergamo il Comitato Umanitario Casari, oggi Onlus, con la volontà  di aiutare i pi?bisognosi. Il Comitato non ha scopo di lucro, nemmeno indiretto, e persegue esclusivamente fini di solidarietà  attraverso la raccolta di fondi per iniziative di volontariato e di beneficenza. L'opera del Comitato, si legge nell'Atto Costitutivo, sarà  diretta principalmente al recupero sociale dei bambini e dei ragazzi provenienti da situazioni famigliari disagiate e da aree sociali bisognose. E cos?dal 1996 il grande cuore della solidariet?continua il prezioso sostegno. In Bolivia, insieme a Massimo, ci sono Veronica, la moglie psicologa boliviana, ed il loro piccolo Alessandro; ma anche una ventina di educatori che lavorano con i ragazzi. Nel quartiere Ticti Norte della città  di Cochabamba, un barrio di ex minatori che oggi ospita i figli degli emigranti in Spagna e in Italia, attualmente il Comitato ogni giorno rimane vicino a bambini-ragazzi dai 5 ai 16 anni della città  con il suo centro educativo e ricreativo. A Irpa Irpa - il secondo dei due centri di Capinota (3500 abitanti), piccolo capoluogo della provincia (a 70 Km dalla città  di Cochabamba) situato a 2400 metri sul livello del mare - grazie alle adozioni a distanza, il Comitato, con speciali Padrini, da una mano a molti bambini e alle rispettive famiglie.